355) Storia di Stefania di Cagliari

 

Ciao mi chiamo Stefania , ho 31 anni e quasi un’ anno fa ho scoperto di avere l’endometriosi,cosi quasi per caso ma da quel giorno la mia vita è stata stravolta e non sono ancora riuscita a trovare un equilibrio.

Mi sono sposata a giugno 2008, a luglio decidiamo di avere un figlio e ad agosto mi vengono le mestruazioni per ben tre volte,allora preoccupata vado al pronto soccorso  dove mi operano d’urgenza e al risveglio il dottore mi dice che ero in condizioni disastrose,che ero almeno una decina d’anni cosi, ha usato parole molto dure ed io ho provato a giustificarmi dicendo che non sentivo niente ,che non avevo dolori. .che non immaginavo, che…lui prima di uscire dalla stanza mi dice che devo fare un figlio urgentemente e che ,quasi si stava dimenticando, ho le tube chiuse, di non provarci nemmeno perchè rischio una gravidanza extrauterina e se ne va velocemente.

Rimango nella stanza senza parole senza capire cos’era successo, che malattia avessi se con l’operazione ero guarita e soprattutto cosa intendesse per fare un figlio con le tube chiuse!!!

Rimango altri 4 giorni in ospedale perchè avevo dolori e vomitavo e come compagne di degenza mi mettevano sempre mamme che avevano appena partorito con i loro bambini,con tutti i loro familiari che si congratulavano ,con infermiere che mi mettevano in braccio i loro bambini perchè “portava bene”.

Non facevo altro che piangere , è stato un’inferno per me.

Finalmente esco e riesco a capire e conoscere la malattia tramite internet , prendo un’ appuntamento per iniziare la fivet.

Faccio tutti gli esami,le iniezioni,i dosaggi,le ecografie con tanti assistenti che ogni volta sono li a guardare la mia bella cisti di 7 cm sull’ovaio sinistro(l’unico perchè l’altro è irragiungibile adeso dietro l’utero)arrivo al momento del transfer degli embrioni che è risultato difficile e mi sento dire dalla dott.ssa “hai deciso di farmi lavorare oggi?”Finisco questo strazio , vado a casa faccio il test dopo 15 giorni: NEGATIVO.

Cmq non mi scoraggio , do tutta la colpa alla dott.ssa anche perchè non mi doveva toccare con una ciste così grande perchè si rischia una peritonite e cambio centro.

Inizio la 2 fivet ,qui in questo centro mi trovo meglio ,sono più preparati ma guardandomi intorno mi rendo conto che ci sono sempre coppie io invece sono sempre sola,anche al momento del transfer,solo per la raccolta dello sperma lui c’è. Ma mi convinco che è giusto così perchè mi sento tremendamente in colpa perchè sono io che non posso avere figli perchè dunque prendersela se lui non c’è?

Fallisce anche questo tentativo , ma mi sveglio mi rendo conto che non è colpa mia se sono malata,dico a mio marito che non voglio un figlio ad ogni costo (come dice lui) e che farò un ultimo tentativo a settembre e poi basta, mi devo volere bene e non sottopormi a questi bombardamenti ormonali,che peraltro mi fanno gonfiare così tanto la pancia che tutti mi chiedono SEI INCINTA??

grazie Veronica per avermi ascoltata e scusa se la lettera è così lunga.
Stefania

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Sai Stefania, il mio inferno si è concluso nel momento in cui, insieme a mio marito abbiamo deciso che fermarci.
L’abbiamo deciso ancora prima di iniziare a dire il vero. E il fatto che la stimolazione ormonale avesse peggiorato la mia condizione mi ha aiutata a prendere la decisione di ACCETTARE che non sarei mai stata mamma.
Il tempo passa … ormai ho 37 anni … ogni tanto penso: “sarei ancora in tempo, e se ritentassi?”. Ma ti giuro che mi sale una tale angoscia al pensiero di rimettermi psicologicamente e fisicamente in gioco che un secondo dopo rientro nella mia serenità conquistata dopo quel NEGATIVO.
Sono quindi assolutamente d’accordo sul darsi degli obiettivi. E’ un sentirsi meno sperdute … è un andare avanti.
Per quanto riguarda le tue affermazioni .. sai benissimo che sono sbagliate … non devi sentirti in colpa … perchè sei tu che non puoi dare un figlio a tuo marito e quindi meriti di essere lasciata a vivere questa esperienza da sola.
Non conosco te, non conosco tuo marito … a volte nonostante tanto amore non ci si “incontra” nelle difficoltà …
Una volta una mia amica, con una figlia ormai adolescente mi disse: “i figli è vero uniscono … ma ti assicuro che dividono anche”.
Lei si riferiva a sua figlia … ma io penso che sia una frase che si adatta bene anche in queste situazioni, quando il figlio ancora non c’è ma è cercato.
Sii serena Stefania. Sarà quel che sarà … magari tuo figlio sceglierà un’altra porta da cui entrare … oppure semplicemente resterà nel tuo cuore e nei miei pensieri, ma tu ti sarai presa cura di te stessa.
Non mi dici di dove sei, ma mi raccomando, anche a te chiedo di rivolgerti solo a centri specializzati, per una tua maggiore tranquillità.
Sapere di essere in buone mani e sentirsi seguite adeguatamente aiutano tantissimo ad essere serene …
Ti abbraccio
Vero

Info su veronica prampolini

Veronica Prampolini è nata a Reggio Emilia nel 1972. Lavora come impiegata e il suo tempo libero è dedicato alla pittura sui sassi. Ama la fotografia, la grafica e la barca a vela. Tanti sono i suoi sogni nel cassetto, da realizzare con assoluta tenacia e convizione.
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